L'articolo del mese : Cosa veniamo a fare nella Loggia?... Gennaio 2015

Carissimi Fratelli, carissime Sorelle, carissimi amici, carissimi internauti.

I tragici eventi cui abbiamo assistito in Francia, il 7 e 9 gennaio 2015, riguarda tutti noi come esseri umani. Per più, la libertà di espressione che attualmente in discussione, oggeta delle circostanze e delle altre culture nel mondo, è il principio alla base del rispetto della vita che è stato raggiunto. La disumanizzazione dell’altro è alla base della barbarie.

La fraternità è inscindibilmente della libertà e della parità. Nell’insieme, essi costituiscano la base intangibile dei nostri valori comuni.  Nessun massone non può restare inerme quando si sentono attaccate. Ecco perché, è necessario, oggi più che mai, interrogarsi su una delle frasi rituali fondamentali "Cosa venite a fare nella Loggia?".

La Loggia è il luogo spirituale in cui si vive la verità del percorso. È solo in essa che si trova la risposta a questa domanda. Il cammino è personale, ma il passaggio dall’"io" al "noi" è uno dei disegni iniziatici che la Massoneria opera. Unendo i Massoni ad essa, quest’ultima li riunisce anche tra loro, costruendo così, ciò che chiamiamo una Fraternità.

Le motivazioni che portano a bussare alla porta del Tempio sono molteplici. La questione viene posta al candidato desideroso di ricevere l’insegnamento multisecolare dell’Ordine, ma è rarissimo che quest’ultimo conosca realmente le sue intenzioni più profonde. Nell’ambito di una cerimonia, tale questione assume una dimensione particolare. Diretta e destabilizzante, l'interpellanza conduce il richiedente ad una rimessa in discussione delle sue certezze.

Qualche giorno fa, in occasione di un’intervista relativa alla mia attività profana di avvocato, una giornalista di stampa scritta mi ha chiesto quali fossero i motivi che mi avevano condotto ad aderire alla Massoneria. Questa domanda, posta fuori contesto, non era innocente. La sua intenzione era di dimostrare che, tra la diversità delle ragioni evocate, l'interesse socioprofessionale occupava in realtà un posto predominante. Benché le facessi notare che non era sorprendente che persone che esercitavano una professione legata alla giustizia fossero attirate da un Ordine che interroga i suoi fondatori e rivendica una ricerca della Verità in tutte le sue manifestazioni, senza pretendere di detenerla da solo, quest’ultima argomentava, appoggiandosi su diversi esempi, che la motivazione essenziale della maggior parte dei Massoni era quella.

L'insistenza della mia interlocutrice mi ha rinviato ad un esercizio di introspezione che mi è sempre parso indispensabile per chiarire le motivazioni a fronte delle decisioni da prendere. L’accecamento personale è infatti una trappola posta dall’ego nel cammino spirituale. Il dubbio deve essere sempre presente; non il dubbio sulla Verità e l’Iniziazione, ma il dubbio sulle nostre capacità a riceverli e sull’autenticità del nostro approccio, che bisogna preservare ad ogni costo. Sollecitavo la mia memoria snocciolando i miei diversi impegni associativi quali la Giovane Camera Economica, il Kiwanis Club e il Rotary. Gli scopi di questi gruppi sono noti a tutti, essi si inseriscono in un’altra logica. Seppur rispettabili in sé, questi non bastavano a rispondere alla ricerca di senso che le prove della vita avevano introdotto nel mio spirito. Mi sono allora orientato verso la "spiritualità" ed ho sollecitato la mia ammissione in una Loggia massonica.

L’esperienza che ho potuto acquisire mi porta a pensare che, qualsiasi domanda è una forma assunta dalla risposta per manifestarsi. Il cammino iniziatico del Massone o della Massoneria è un insieme di domande permanenti sulla motivazione, la strada da seguire, il comportamento con gli altri e con sé stessi, i valori da difendere e soprattutto da incarnare. Questi diversi elementi devono essere mantenuti insieme per progredire realmente. Che senso avrebbe una motivazione che non fosse inserita in un contesto che le consentirebbe di vivere? Che senso avrebbe un cammino che non ha scopi se non un’idolatria di sé stessi? Che valore avrebbe un percorso iniziatico che non trova nessuna eco, nessuna applicazione nella vita di tutti i giorni? Tutto ciò rimarrebbe lettera morta!

La Massoneria è una scuola di vita che dà a ciascuno i mezzi per perfezionarsi, con come uniche condizioni la sincerità e l’impegno. La Luce che rivendichiamo non ci modifica tramite una semplice cerimonia. Ci rischiara per consentirci di conoscerci progressivamente ed intraprendere il "lavoro" di trasformazione interiore.

L’iniziazione conduce verso la via della conoscenza e della libertà. La libertà in questione non è quella dell’appagamento di tutti i desideri, ma significa dominare le nostre passioni attraverso la conoscenza. In un movimento circolare la conoscenza ci rende liberi e la libertà ci consente di andare più avanti nella conoscenza.

Cari Fratelli, care Sorelle, cari amici, porgo a Voi e ai Vostri cari i miei migliori auguri di salute e di prosperità.

François Stifani