L'articolo del mese: Sguardi sui "Diritti dell'Uomo" ... Marzo 2015

Carissimi Fratelli, carissime Sorelle, carissimi amici, carissimi internauti.

Il moltiplicarsi da diversi mesi di attentati ed atti di barbarie ha gettato le nostre società postmoderne in uno stato di prostrazione da cui bisogna uscire per far fronte alle sfide da affrontare.

La questione economica influisce indubbiamente sull'ascesa degli estremismi e sugli attacchi all'ordine costituito perpetrate attraverso enormi atrocità volontariamente "dimostrative"… ma sarebbe sbagliato e pericoloso considerarla la sola causa. Sembra che i meccanismi di rappresentanza, di mediazione e di regolazione su cui si fonda la pace civile non abbiano più l'adesione dei popoli e trovino invece sempre più difficoltà a svolgere la loro funzione. Così come esiste una globalizzazione degli scambi commerciali e finanziari, esiste anche una globalizzazione degli scambi culturali e religiosi. I valori sui quali sono state costruite le nostre Società nel corso dei secoli e che abbiamo dichiarato universali, non vedono un'adesione unanime e non sono riconosciute da tutti.

"La Massoneria è destinata ad unire coloro che, senza di essa, non si sarebbero mai incontrati" dichiarano le Costituzioni di Anderson. Dobbiamo ritrovare, all'interno delle nostre società frammentate, il legame che ci unisce rimettendo al centro la persona umana, l'umanità che condividiamo.

In questa prospettiva, vale la pena di ricordare che le prime "dichiarazioni dei diritti dell'Uomo" sono scaturite dalle idee del XVII e del XVIII secolo e che hanno accompagnato dei movimenti sociali considerati come "rivoluzioni"… ma sono state le atrocità della seconda guerra mondiale che hanno portato le nazioni, così duramente colpite da degli atti che hanno scioccato in modo duraturo la comprensione umana, all'adozione della Dichiarazione del 10 dicembre 1948 da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite: "La Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo" che stabilisce come principio universale l'esistenza di diritti intangibili della persona umana.

Quella Dichiarazione viene commemorata il 10 dicembre con una Giornata mondiale dei diritti dell'uomo e i principi che vi sono affermati sono stati sostanzialmente ripresi nei testi che fondano l'Unione Europea.

Dal 1941, la Carta Atlantica e il discorso delle "quattro libertà" di Franklin Roosevelt avevano dato impulso ad un movimento a favore del riconoscimento universale dei diritti inalienabili della persona. Sir Winston Churchill dichiarava in Gran Bretagna che la vittoria alleata segnava "il trionfo dei diritti dell'uomo". Anche le sentenze di Norimberga e di Tokio sui crimini di guerra avevano creato dei precedenti determinanti.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, inserendosi in questo processo, affermava nel 1948 l'eguaglianza dei diritti e della dignità di tutti gli esseri umani e proibiva le discriminazioni. Ricordava anche i diritti fondamentali della persona umana, così come le libertà individuali e le garanzie contro l'arbitrio.

Di fatto, l'idea di Diritti dell'Uomo accompagna l'evoluzione socioculturale delle società definite "occidentali". La civiltà greco-romana aveva una visione "olistica" del mondo. L'uomo e la natura facevano parte di un ordine gerarchizzato. Era impensabile opporre un "diritto" al potere. Lo schiavo non aveva nome né genealogia né beni propri; nel diritto romano, lo schiavo non è una "persona".

Il giudaismo dell'Antico Testamento aveva sviluppato una visione diversa. Dato che Dio aveva creato l'uomo "a sua immagine", il diritto appariva come l'espressione di una volontà divina.

Dando una filiazione divina a tutto, il Giudeo-Cristianesimo ha dato alla persona una base metafisica, essa non può essere assimilata ad un oggetto o ad un animale. La sua emancipazione deriva dalla sua trascendenza personale e non dalla volontà di un corpo sociale.

I filosofi dell'Illuminismo hanno operato una "laicizzazione" mettendo la ragione al centro della società ed escludendo Dio. I concetti cristiani vengono spogliati dei loro fondamenti metafisici e religiosi per acquisire un carattere razionale e universale.

Per tutta la seconda metà del XX secolo, gli ideali promossi dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo hanno conosciuto una continua espansione in tutto il mondo. Anche se non sono stati rispettati da tutti gli Stati, non hanno incontrato un'opposizione ideologica apertamente espressa.  

Da una ventina d'anni non è più così. Le messe in discussione dei fondamenti dei diritti dell'uomo sono sempre più frequenti e orientate su quattro aspetti:

  • La religione non è un'opinione tra le altre. Ha una vocazione sociale che non può essere ridotta alla sfera del privato.
  • Vivere in base alle proprie convinzioni non può essere un diritto perché la coscienza personale può essere vittima di passioni e illusioni.
  • I diritti dell'uomo operano uno spostamento del sacro concependo l'uomo come un assoluto.
  • Il celebrato universalismo non è reale. Si tratta di una visione esclusivamente occidentale di un essere umano razionale ed individualista.
Pur senza respingerle completamente, queste critiche possono essere confutate.
  • I diritti dell'uomo stabiliscono dei rapporti tra libertà individuali, autorità dello Stato e leggi.
  • La coscienza personale non è affermata come unica legge. I diritti dell'uomo proteggono l'individuo contro l'arbitrio del potere e la società contro l'arbitrio degli individui.
  • Considerato che la legge sta diventando sempre più la sola fonte del diritto, i diritti dell'uomo proteggono l'individuo da suoi eventuali abusi.
Diritti dell'uomo e valori massonici sono intrinsecamente legati. La difesa dei nostri valori è altrettanto importante per il nostro futuro quanto quella degli interessi economici. Le due cose devono essere portate avanti insieme.

François Stifani